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Attualità   Politica   Cronaca   Sport   Lunedì 6 Febbraio 2012
SIDERNO- LA STELLA DELLO JONIO
di tratta da enciclopedia dei comuni

LA CARTOLINA
Città balneare con due chilometri di lungomare un borgo collinare di antico insediamento, Siderno offre al visitatore una varietà di spettacoli naturali in cui il verde, distribuito in vari punti, è coronato dall’azzurro del mare. L’odore della zagara e dei gelsomini rende inconfondibile l’aria. La città, carica di un passato mercantile, è una delle cento località turistiche più frequentate d’Italia.
IL GONFALONE
Drappo azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sovrastato dalla scritta centrale in oro recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo e i cordoni sono dorati. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.
LO STEMMA
Scudo di colore argento, con in campo rappresentate le argentee acque del mare sovrastate da tre stelle a sei punti. Quella centrale reca uno strascico. Ornamenti esteriori da Comune.
LA GEOGRAFIA
Siderno è il più grande e popoloso abitato della costa jonica ( da Reggio a Catanzaro), al centro del circondario della Locride. Il suo territorio ha una superficie di 33,49 kmq e confina con i comuni di Agnana Calabra, Grotteria, Gerace, Locri , Mammola e con il mare Jonio. La marina è posta a 3 metri sul livello del mare, il borgo antico a 194 metri. La spiaggia è lunga circa 6 km. Dista 103 km da Reggio Calabria. Vette: Monte San Iunio ( m.647) - Corsi d’acqua: Torrenti: Lordo, Garino, Arena, Giordano, San Filippo, Mangiafico. Fiumare: Torbido e Novito. Popolazione: 16.905 abitanti, di cui 8.252 maschi e 8.653 femmine. Le famiglie residenti sono 7.756. Gli abitanti sono detti sidernesi. Come arrivarci: Strade: A3 uscita Rosarno- Strada Grande Comunicazione Jonio-Tirreno- SS 106 direzione sud fino a Siderno. Treni: FS a lunga percorrenza stazione di Siderno. Autobus: Da Reggio Calabria, Catanzaro, Roma, Milano. Aeroporti: Reggio Calabria, Lamezia Terme.
LA STORIA
La parte superiore del paese presenta una tipica posizione a kastron bizantino. Con tutta probabilità, dunque, nell’alto Medioevo fu luogo di rifugio per un gruppo di profughi fuggiti vero l’interno in seguito agli assalti saraceni. Dibattuta è ancora, tra gli studiosi, l’origine del paese. A detta di alcuni sarebbe stata una colonia greca, da far risalire all’VIII-VI sec.a.C. Tale ipotesi trova sostegno in una serie di ritrovamenti archeologici. Da una serie di ruderi epoca romana si può dedurre inoltre che la città, molto frequentata all’epoca, dovesse essere una villa romana, come tante se ne trovavano in tutta la Locride. Mancando dati storici sicuri, anche la spiegazione del nome di Siderno rimane incerta. Registrato fin dal XIV secolo, il toponimo di Motta Sideronis, può essere dovuto alla famiglia Siderones oppure ai giacimenti di limonite conosciuti già da epoca antica. Secondo altri, invece, il termine verrebbe dal greco Sideros, o ancora dalla nota Sidero citata da Diodoro Siculo o dal Sideros o Sydrus di Tolomeo. L’assetto attuale inizia a delinearsi nel periodo medioevale. Il feudo di Siderno fu alla nascita un casale di Grotteria, paese che già dal 1250 era sotto il dominio dei conti Ruffo di Catanzaro. Primo signore fu Giovanni Ruffo di Calabria, fratello di Pietro II. Dopo il 1303 si susseguirono come feudatari Anselmo Sabrasio, Raimondo del Prato e Blasco Ximenes de Luna, alla morte del quale, nel 1324, re Roberto confermò il possesso di Grotteria e Siderno ad Anfuso de Luna, legittimo erede. Nel 1363 Antonio Caracciolo Rosso ricevette dalla regina Giovanna II il titolo di feudatario. I Caracciolo mantennero il feudo sino al 1457. Questo fu donato, in seguito, da re Alfonso I d’Aragona a Marino Correale, per poi passare, alla sua morte, nel 1501, a Vincenzo Carafa, barone di Castelvetere. Sotto il governo di questa famiglia il casale fu fortificato con una cinta muraria per meglio controllare gli attacchi dei pirati turchi. Tra il 1558 e il 1560 il borgo, ormai autosufficiente, venne smembrato da Grotteria per i debiti dei Carafa. Passò poi sotto la giurisdizione della famiglia Gesualdo, per essere in seguito incluso tra le terre demaniali. Nel 1574 la marchesa Livia Spinelli di Castelvetere acquistò a nome del figlio Fabrizio Carafa la terra di Siderno dal demanio in un’asta pubblica. La dominazione dei Carafa ebbe termine quando, nel 1694, Siderno venne venduta a Giovanni Milano d’Aragona. Nel 1783 il paese venne fortemente danneggiato dal terremoto che investì gran parte della Calabria. Da questo momento iniziò il popolamento della Marina che ben presto divenne un importante polo commerciale. Nel corso dell’Ottocento sulla sua apiaggia sbarcarono molti commercianti che portavano mercanzie da Amalfi, Maiori, Positano, Sorrento e dalla Sicilia. Tanti di loro decisero di impiantare qui le proprie attività. Prima di questo fenomeno, alla Marina, c’erano soltanto nuclei sparsi che si stabilirono soprattutto intorno alla Torre di avvistamento e all’antica cappella di Portosalvo. Gli agricoltori e i massari stavano nella zona chiamata “il circhietto”. Nel 1806, con l’eversione della feudalità, Siderno si liberò dal dominio della famiglia d’Aragona. Da un punto di vista amministrativo fu elevata a università autonoma, compresa nel cantone di Roccella, dal generale Championnet al tempo della Repubblica napoletana. Con la legge francese del 1807, poi, divenne un luogo del governo di Gerace e, quindi, un comune (1811). Nel 1841 fu posto a capo di un circondario comprendente soltanto Agnana.
I PERSONAGGI
Vincenzo Boccafurni
Intellettuale e poeta, nacque nel 1865 dal notaio Nicola, Studiò a Gerace dove fu ordinato sacerdote nel 1885. Svestito l’abito talare, fu a Siena nel 1889 e in seguito a Firenze. Poi si trasferì a Roma, dove fondò e diresse la rivista “Roma Letteraria”. Ebbe stretti contatti con Giovanni Pascoli. Lasciò numerose raccolte di versi.
Domenico Correale Santa Croce
Nacque nel 1803 dal barone Giovanbattista e da Cecilia Barletta. Si laureò a Giurisprudenza a Napoli nel 1825. Fu socio dell’Accademia Florimontana Vibonese. Scrisse epistole, sonetti ed elegie. Morì nel 1886.
Titta Foti
Scrittore, commediografo e giornalista, nacque nel 1912. Mise su, nel dopoguerra, una compagnia teatrale, nella città di Ancona, insieme con il giovane Giorgio Albertazzi. Testi di Titta Foti furono recitati dal noto attore che lo aveva in grande considerazione. Fondò e diresse “ Il Gazzettino del Jonio”. Morì nel 1978.
Armando La Torre
nato a Siderno nel 1922, era figlio di uno dei fondatori del Partito socialista italiano in Calabria. Critico e storico della letteratura, è stato professore di sociologia della letteratura all’Università di Salerno, mentre in precedenza aveva insegnato alle Università di Genova, Cagliari e Roma. Impegnato politicamente, arriverà anche l’adesione alla causa comunista. La sua è sempre stata una vita dedicata allo studio ed al lavoro. Morto nel 1984 all’età di 62 anni Armando La Torre si è sempre distinto per la sua straordinaria disponibilità di lettore e per l’illimitata curiosità culturale, è stato anche per molti anni uno dei critici letterari de ”l’Unità”. Armando La Torre ha lasciato importanti volumi e molti saggi di cui non pochi inediti. Ha pubblicato: ”Letteratura e comunicazione” Bulzoni editore (Roma 1971); ”Diderot: la teoria e la pratica dell’arte, Bulzoni editori (Roma 1976); ”Diderot nostro contemporaneo. La fondazione della critica materialistica e della sociologia dell’arte, Bulzoni (Roma 1977); ”La magia della scrittura. Moravia, Malerba, Sanguinati” Bulzoni editori (Roma 1987).
Michelangelo Macrì
Sacerdote e letterato, nacque nel 1760. Fu socio dell’Accademia Pontaniana, della Real Accademia delle Scienze, della Accademia Ercolanese e dell’Accademia Florimontana Vibonese. Partecipò alla redazione del vocabolario della lingua italiana del Tramater, per le voci archeologiche. Morì nel 1837.
Saverio Macrì
Medico, chimico e docente di storia naturale e zoologia presso l’Ateneo di Napoli. Nacque nel 1754. Studiò presso i Gesuiti nella città partenopea. Fu nominato rettore della Regia Università di Napoli dal 1838 al 1839. Fondò il Museo Zoologico Napoletano. Scrisse numerose opere di chimica e botanica. Morì a Napoli nel 1848.
Francesco Panetta
Nato a Siderno (RC) il 10 gennaio 1963, alto 1.75 x 64 kg. Presenze in Nazionale : 34. Campione del mondo 1987 e Campione d’ Europa 1990 nei 3000 siepi.
Ha iniziato l’ attività quando nella sua Siderno non esisteva una pista di atletica. La difficile esistenza del ragazzo calabrese emigrato a Milano a 18 anni ha ispirato poi una pellicola cinematografica di Luigi Comencini, ‘Ragazzo di Calabria’.
Il primo successo importante fu quello della finale di corsa campestre ai Giochi della Gioventù, a Taormina. Soprannominato Diesel per la sua corsa economica, redditizia. Diplomato in ragioneria, ha indossato per la prima volta la maglia della Nazionale nel 1981, da junior, anno in cui ha anche vinto il suo primo titolo italiano (juniores), nei 2000 siepi.
Nonostante abbia iniziato a correre le siepi nel 1978 ed i 10000 solo nel 1982, e nonostante abbia ottenuto i suoi maggiori successi nelle siepi, Panetta ha sempre dichiarato che la sua distanza preferita erano i 10000 metri. Allenato da Giorgio Rondelli negli anni Ottanta, e Giorgio Gandini negli anni Novanta, ma portato all’ atletica e seguito negli anni calabresi dai mai dimenticati Fedele e Mazzeo.
Curriculum
Titoli italiani : 5000 1988 - 10000 1986 - 3000 siepi 1985, 1988 - corsa campestre 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992
Giochi Olimpici : elimin. batt/1984 10000, elimin. sf/1984 3000 siepi, 9/1988 3000 siepi
Campionati Mondiali : 2/1988 10000, 1/1987 3000 siepi, 8/3000 siepi 1991, 6/10000 1993
Campionati Europei : 2/3000 siepi 1986, 1/3000 siepi 1990, ritirato/1994 10000, 8/1994 3000 siepi
Roberto Sgambelluri
Ciclista professionista. Vice campione del mondo under 23 a Lugano. Vittorioso a Lanciano in una tappa del del Giro d’Italia. Classificatosi nei primi 10 nel giro d’Italia 1999.
Domenico Macrì Correale
Sacerdote e autore di liriche poetiche tradotte in ben ventiquattro lingue. Nacque nel 1859. Studiò presso la Scuola degli Scolpi di Fiesole. Fondò e diresse la rivista “Firenze Letteraria”. Morì nel 1904.
Francesco Saverio Macrì Correale
Laureato in Filosofia, Giurisprudenza e Lettere, nacque a Siderno superiore nel 1868 dal medico Francesco e dalla baronessa Irene Correale Santa Croce. Studiò a Gerace, a Reggio Calabria e a Firenze, dove con il fratello Domenico fondò la rivista “Firenze Letteraria”. Personaggio geniale ed eclettico, dotato di grande cultura, fu l’autore sidernese più produttivo di tutti i tempi. Le sue opere non sono ancora state tutte pubblicate.
Luigi Malafarina
Giornalista, nacque nel 1939. Fu redattore della “Gazzetta del Sud” e collaborò con “ Il Messaggero”, “ Il Giorno” e il giornale “ Ordine Pubblico”. Si occupò, tra i primi, di ndrangheta registrando il salto di qualità che fece l’associazione criminale passando dalla “fase agricola” alla cosiddetta “fase industriale”. Sull’argomento scrisse : “ Ndrangheta alla sbarra” e “ Il codice della ndrangheta”. Si interessò, inoltre, degli aspetti culturali e artistici della Calabria. Morì nel 1989.
Paolo Piromalli
Frate Domenicano studioso di botanica e medicina, fu vescovo di Bisignano ( 1664-1667) e in Armenia. Nacque nel 1592. Entrato nell’Ordine dei Domenicani presso il Convento di San Giorgio Morgeto, portò a termine i suoi studi religiosi a Soriano Calabro. Soggiornò per un certo periodo a Napoli, dove conobbe Tommaso Campanella e nel 1628 fece ritorno a Siderno. Qui si impegnò per la costruzione del complesso monastico che fu portato a termine nel 1630. Per lungo tempo fu missionario in Armenia e Persia. Tradusse alcuni testi sacri dell’armeno e fu il redattore di un dizionario in lingua armena, nonché di una grammatica. Morì a Bisignano nel 1667. I sidernesi gli hanno eretto un mezzo busto in bronzo posto su un piedistallo marmoreo proprio nel cuore dell’antico centro abitato.
Paolo Romeo
Sacerdote e insegnante, nacque nel 1800. Entrò nel convento di Badolato , con l’abito dei Francescani Riformati, a 17 anni prendendo il nome di frà Bernardino da Siderno. Fu ordinato sacerdote in Puglia dove si era trasferito nel 1823. Insegnò filosofia, teologia, dogmatica e matematica in diversi licei ( Reggio Calabria, Napoli, Bari). Morì nel 1887. Ha lasciato molte opere.
GLI ANTICHI MESTIERI
La lavorazione della seta
Un tempo nelle campagne di Siderno si potevano vedere diversi allevamenti di bachi da seta che garantivano una buona produzione serica. “Simensini” erano dette le preziose stoffe di seta, tessute al telaio dalle donne sidernesi e poi vendute il 21 ottobre durante la festa di Sant’Orsola, all’interno della quale aveva luogo un’importante fiera della seta.
La produzione dell’olio
La coltura dell’ulivo, con la relativa produzione di olio, era già nel XVI secolo una tra le attività più importanti del paese. I primi frantoi di Siderno sono del settecento e alcuni furono collocati nelle masserie. Come da tradizione, quei frantoi avevano una pressa e una ruota azionata dalla forza di un bue o di un mulo. Un antico frantoio si può ammirare in contrada Vennerello.
CURIOSITA’ E LEGGENDE
Siderno nella storia commerciale della Calabria
Scipione Crupi, proprietario di mercantili di origine greca, acquistò nel 1660 ( ne fa fede un rogito notarile ), un piccolo suolo lungo l’attuale corso della Repubblica per costruire una cappella dedicata alla Madonna di Portosalvo, a protezione della gente di mare. Per alcuni sarebbe questa l’indicazione che gli sbarchi dei mercanti erano a quei tempi numerosi. Il pontile commerciale di Siderno era conosciuto con il nome di “scarricaturi” ed era uno degli attracchi più frequentati nel XIX secolo. I commercianti provenivano sia dal tirreno calabrese sia dalla Sicilia e dal Napoletano. Fu così che alcuni imprenditori decisero di aprire le loro attività proprio in questa zona. A Siderno marina, risulta dalle cronache di metà del Settecento, fu installato anche un opificio per la produzione di salnitro, materia prima che serviva per fare la polvere da sparo.
L’ECONOMIA
L’economia di Siderno ha subito nel tempo una grande evoluzione. Il centro del basso Jonio calabrese si è ritagliato un posto di prestigio tra i 42 comuni di cui è composto il comprensorio in cui ricade, divenendo così un polo commerciale e di servizi amministrativi ( molti gli uffici presenti) e assistenziali. Sul suo territorio operano due centri commerciali: “ I Portici , su corso Garibaldi, e la “Gru” lungo la statale 106. Nel campo della piccola industria sono da segnalare il maglificio “Mimmo Salerno” e la produzione di arredamenti in acciaio per strutture ricettive “Ilas”, di Antonio Scarfò. Molto sviluppato è,inoltre, il settore edile che annovera tra le sue aziende la produzione di laterizi, con le ditte Russo, De Leo, Speziale, D’Agostino e Commisso, e di cemento con la “Calcementi jonici” inserita nel gruppo Italcementi Spa. Questa società è proprietaria di un pontile mercantile lungo circa 220 metri e largo 8,5 metri che consente l’attracco di navi che possono trasportare fino a circa 6.000 tonnellate di cemento sfuso. Grazie alle infrastrutture esistenti è possibile movimentare ogni anno circa 150 natanti, per un volume complessivo di 900.000 tonnellate annue di cemento. Altre realtà imprenditoriali sono la “Sud Impianti”, specializzata nell’installazione ( civile e industriale) di idro- sanitari e climatizzatori, la “Lombardo Serramenti” che produce infissi in alluminio e la fabbrica di gassose Albanese. Non bisogna poi dimenticare che a Siderno ha sede un ospedale con circa 140 posti letto e i seguenti reparti : chirurgia, urologia, anestesia e rianimazione, cardiologia, dermatologia, laboratorio analisi, psichiatria e radiologia. Non meno importanti per l’economia locale sono l’agricoltura e, in parte, l’allevamento. Molte sono le terre coltivate a cereali, patate, segale, ortaggi, ulivi e viti che le aziende presenti ( la maggior parte delle quali sono a conduzione familiare) distribuiscono nei mercati dell’intero hinterland. Buona anche la produzione agrumaria. Un tempo qui si coltivava il gelsomino, soprattutto negli anni 60 e 70 del Novecento. La crisi arrivò negli anni 80 , quando l’essenza del gelsomino iniziò a essere prodotta sinteticamente. Grazie agli allevamenti presenti, si producono ottimi latticini, formaggi e salumi. Resiste l’artigianato, con qualche bottega per la lavorazione della terracotta e con falegnameria e officine di fabbri ferrai che commercializzano arredi in legno e ferro battuto per esterni e interni. Ancora presenti, ma in tono minore rispetto al passato, le artigiane esperte nell’arte del cucito e del ricamo. Nel paese c’è qualche telaio attivo su cui si realizzano tessuti in lino, cotone e seta. Infine, ma sicuramente non per importanza, è da registrare l’attività turistica. Siderno, infatti, è considerato un centro vacanziero di tutto rispetto. In qualsiasi periodo dell’anno, grazie alle numerose strutture ricettive ( alberghi, pensioni, campeggi, appartamenti) e ai suggestivi luoghi naturali esistenti, la cittadina riesce ad accogliere migliaia di turisti.
ZONE DI INTERESSE ARCHEOLOGICO
Reperti rinvenuti a Siderno
Della Siderno classica, greca e romana si conservano poche ma significative tracce. Una testa scolpita nel periodo greco è stata rinvenuta nella frazione Salvi. Forse proviene, invece, da contrada Randazzo, dove sono stati individuati i resti di una villa romana detta Schiriminghi, una colonna mozza, in granito liscio, riconducibile probabilmente al periodo imperiale romano. La colonna pare sia stata trovata , tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo, sull’arenile di Siderno. Lungo il litorale, tra gli anni sessanta e settanta del Novecento, sono state scoperte, inoltre, tombe isolate, forse romane. Vicino la fiumara Novito, nei pressi di Timpa Tenda , poi, sono venute alle luce sepolture e manufatti d’epoca antica. Ma il prezzo più singolare è certamente una brattea ( lamina) d’oro a disco del VI-VII secolo d.C trovata nel 1886 in una tomba in un fondo della famiglia De Moja e oggi custodita nel Museo Nazionale di Reggio Calabria. Dallo stile la sua origine sembrerebbe siro-palestinese. Vi è rappresentata, a sbalzo, l’Adorazione dei Re Magi alla Madonna in trono che ha in braccio il Bambinello.
PERCORSO NATURALISTICO
Diga sul torrente Lordo
Questa diga, sbarrando il corso del torrente, crea un ambiente naturale di notevole impatto. Qui, tra gli uliveti, i pini e gli eucalipti, sono previsti percorsi in mountain bike e a piedi, nonché
aree pic-nic.
Il mare e la spiaggia
A Siderno, definita “perla della costa dei Gelsomini”, il mare azzurro e profondo attira nei mesi più caldi dell’anno numerosi turisti. La spiaggia lunga sei chilometri è attrezzata con diversi stabilimenti balneari dotati di servizi e offre la possibilità di trascorrere piacevolmente lunghe giornate al sole. Dal lungomare, dove si affaccia la villa comunale, si può godere un’ampia veduta che da Punta Stilo arriva a Capo Spartivento.
IL MUNICIPIO- I SINDACI
1943-1946 Antonio De Leo
1946-70 Cosimo Jannopollo
1970-78 Giovanni Riccio
1978-79 Oreste Sorace
1979-80 Peppino Bugnano
1980-82 Giuseppe Romeo
1982-83 Paolo Lanzafame
1983-84 Francesco De Stefano (Comm.Pref.)
1984 Francesco Calabrò ( Comm.Pref.)
1984 Francesco De Stefano ( Comm.Pref.)
1984-85 Paolo Catalano
1985-88 Cosimo Jannopollo
1988-90 Paolo Catalano
1990-94 Luciano Racco
1994-96 Ing. Domenico Panetta
1996 Dott. Piero Lisi (Comm. Pref.)
1996-01 Ing. Domenico Panetta
2001-10 Ing. Alessandro Figliomeni.
2010...Dott.Mario Rosario Ruffo (Comm.Prefettizio)
2010...Dott.Rosalba Scialla ( Comm.Prefettizio)
2011...Dott.Riccardo Ritorto

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