Sconti in appello solo per sette dei quindici imputati del processo “Nostromo", nato da un'inchiesta della Dda sulle attività della cosca Coluccio operante nella zona di Gioiosa Jonica, con collegamenti e ramificazioni anche fuori regione e all'estero. La Corte d'appello ha condannato: Giuseppe Coluccio a 16 anni di reclusione (conferma), Salvatore Coluccio a 10 anni (conferma), Desirè Calvi a 1 anno (2 anni 8 mesi in primo grado), Angelo Salvatore Del Monte 1 anno (2 anni 8 mesi), Elisabetta Del Monte 1 anno (2 anni 8 mesi), Vincenzo Futia 6 anni di reclusione e 6 mila euro di multa (conferma), Nicola Ieraci 7 anni e 4 mesi (8 anni), Pasquale Ieraci 6 anni 8 mesi (conferma), Salvatore Minniti 3 anni 6 mesi (conferma), Cosimo Romanello 8 anni e 10 mila euro (conferma), Giulia Immacolata Scarfò 2 anni (2 anni 8 mesi), Rosetta Curciarello 2 anni, Antonio Stefano 4 anni (conferma), Massimo Verterano 2 anni (4 anni), Vincenzo Verterano 10 anni (conferma). La Corte ha sospeso la pena nei confronti di Desirè Calvi, Elisabetta Del Monte, Rosetta Curciarello e Giulia Immacolata Scarfò. Il processo “Nostromo" è nato dall'inchiesta coordinata dal magistrato della Dda Nicola Gratteri, che aveva portato nel giugno del 2005 all'arresto dei presunti affiliati all'organizzazione che, secondo l'accusa, esercitava il controllo illecito dell'attività di pesca nella porzione di mare corrispondente al territorio di insediamento del gruppo, dal confine jonico della provincia reggina fino a Capo Spartivento, e controllava anche attività diversificate, come il traffico di droga.
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